
Lo stile di vita, sano e correlato alla professione, all’età al luogo in cui si vive aiuta a vivere meglio e a diminuire il rischio di contrarre malattie croniche degenerative.
Il fumo, l’ alcool, l’abuso di medicinali, l’alimentazione sbagliata e troppo ricca, la sedentarietà, sono fattori che aumentano il rischio di contrarre le malattie del nostro tempo come l’obesità, l’ipertensione, l’ictus, il diabete, la cirrosi epatica, osteoporosi. Queste diventano causa di disabilità e peggiorano la qualità della vita.
Essere in buona salute ai nostri giorni è considerata una aspettativa normale, anzi un diritto sacrosanto per tutti i cittadini.
In Italia il consumo dei farmaci è elevatissimo, soprattutto per le persone oltre i sessant’anni.
Tutti i medicinali possono provocare effetti collaterali indesiderati, poichè non esistono in sanità farmaci sicuri e innocui al cento per cento.
Nei foglietti illustrativi (chiamati non a caso “bugiardini”) sono riportati quelli più noti o quelli scoperti finora, ma questo non è sufficiente a assicurare l’incolumità dato che le persone possono reagire in maniera diversa alla stessa sostanza e non tutti possono rendersi conto se un farmaco preso per la prima volta provochi o meno danni o benefici. Per esempio l’aspirina, usata da milioni di persone contro il mal di testa, può causare in alcuni individui, gravi ulcerazioni ed emorragie allo stomaco.
Per eliminare gli effetti collaterali, talvolta basta diminuire la dose; in altri casi invece è necessario interrompere il trattamento e proseguire la cura con un altro farmaco.

L’uso eccessivo, a volte vero e proprio spreco, è dovuto a vari motivi:
Dovrebbe invece essere il medico alla fine a scegliere la medicina migliore per il suo paziente, discutendo con lui i vantaggi e gli svantaggi, anche prendendo in considerazione, se necessario, di evitarne la somministrazione.

Quando prenderli?
Vi sono medicinali che devono essere prescritti dal medico e altri chiamati di automedicazione, che non ne hanno bisogno e sono acquistabili liberamente senza ricetta alcuna.
Questi ultimi comunque sono soggetti ad alcune regole:

Dove acquistarli?
In Italia le medicine sono sempre state vendute esclusivamente nelle farmacie. Grazie alla liberalizzazione operata nel mercato dal decreto Bersani, questa prerogativa è stata annullata e anche "gli esercizi commerciali già abilitati alla vendita dei medicinali da banco (grazie al primo pacchetto di liberalizzazioni) possono vendere anche i farmaci di fascia C (non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale ma comunque soggetti a prescrizione medica), a patto che ad assistere il consumatore nell’acquisto ci sia un farmacista e che i farmaci siano esposti in appositi spazi riservati, nettamente distinti dagli altri prodotti commerciali".

Farmaci di fascia "c"
Anche negli esercizi abilitati a vendere farmaci da banco, purchè ci sia un farmacista
(art.2, novità introdotta dalla Camera)
Più facile diventare titolare di farmacie
(art.7, novità introdotta dalla Camera)
Anche su internet, al di fuori di qualsiasi controllo sanitario, si possono acquistare farmaci di tutti i tipi e in tutte le nazioni. Questa forma di commercio è motivata dal risparmio che si può ottenere acquistando fuori dei canali ufficiali e dove le medicine hanno un prezzo predeterminato da case produttrici e distributori, con veri e propri cartelli di categoria.
In modo automatico quindi compaiono in vendita medicine fasulle, contraffatte o che non contengono assolutamente principi attivi. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità in un anno i farmaci contraffatti sono aumentati del 40 % e quasi la metà di queste false medicine , non contiene nessun principio attivo.
Quelli più falsificati sono gli antibiotici, antipertensivi, i costeroidi, i sedativi e gli antitumorali.
In testa alla lista nei paesi sviluppati c’è il viagra e nei paesi in via di sviluppo gli antiretrovirali contro l’HIV.
Come prenderli?
Bisogna leggere con attenzione le istruzioni e soprattutto tenere d’occhio gli effetti collaterali che sono sempre possibili. Non abbandonare la cura a metà e per certi farmaci restare in continuo contatto con il medico.
Fare molta attenzione agli antibiotici perché il loro abuso, oltre a rappresentare un grande spreco di denaro, minaccia di mettere a rischio la salute pubblica. Spesso vengono usati a sproposito e per alcuni disturbi, soprattutto quelli virali, non servono affatto.
Salutest, periodico di Altroconsumo (n.30) dichiara che "alcuni medici ricorrono immediatamente agli antibiotici, anche nei casi in cui basterebbe prescrivere terapie diverse e rivedere il paziente dopo qualche giorno per controllare il decorso della malattia... circa la metà dei medici sui quali avevamo indagato, prescrive antibiotici anche quando non è necessario (i sintomi non erano sufficienti) o senza ver visitato il paziente (per telefono)".
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Come conservarli e eliminarli?
I farmaci vanno conservati al buio, in luogo fresco ed asciutto e fuori dalla portata dei bambini.
È importante non gettare quelli scaduti o non usati (attenzione allo spreco) ma riconsegnarli negli appositi contenitori presenti un tutte le farmacie.
Non date farmaci ai piccoli sotto i sei mesi senza l’autorizzazione di un medico o di un farmacista
Conservate i farmaci al buio, in luogo fresco e asciutto e sempre fuori dalla portata dei bambini