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Consumo sostenibile


   La data di convalida legale: 13/02/2011

Qualità termiche e ambientali

Costruzione della casa

Oggi, sempre più spesso, si sente parlare di “casa ecologica”, di “casa-clima”, di “bioedilizia” e di “bioarchitettura”, a dimostrazione dell’attenzione crescente dell’impatto ambientale dell’edilizia.

Il tema dell’edilizia sostenibile è affrontato dalla Direttiva Europea 2002/91/CE, recepita in Italia con il Dlgs 19 agosto 2005 n° 192, sul rendimento energetico degli edifici, che, fra i requisiti imposti agli Stati membri, include l’obbligatorietà della certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione a decorrere dal 2006. La Direttiva richiede inoltre ai Paesi dell’UE di provvedere affinché gli edifici di nuova costruzione e gli edifici esistenti, che subiscono ristrutturazioni imponenti, soddisfino requisiti minimi di rendimento energetico, intendendo per rendimento energetico “la quantità di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard dell’edificio, compresi, fra gli altri, il riscaldamento e il raffreddamento”.

La prima regola dell’architettura biologica è costruire una casa “che respiri”: Karl E. Lotz, uno dei fondatori dell’architettura ecologica, affermava infatti: la casa è la terza pelle dell’uomo.
Il primo parametro di una casa “attenta all’ambiente” è il materiale di costruzione, che deve essere non inquinante, quindi a basso consumo di energia non rinnovabile, il che porta anche a bassi costi di esercizio e manutenzione, consentendo di ammortizzare in tempi brevi gli eventuali maggiori costi di installazione.
Per arrivare a questo obiettivo si stanno recuperando materiali molto in voga nel passato, come:

  • mattoni pieni di argilla o legno, che hanno il potere di assorbire l’umidità interna in eccesso, rilasciandola in un secondo momento. Pareti siffatte funzionano da ammortizzatore termico, riducendo le escursioni di temperatura all’interno delle abitazioni.
  • materiali che non emettono sostanze dannose, contenenti: poliuretano, formaldeide, piombo e solventi sintetici.

La qualità bioecologica di una casa dipende non solo dal tipo di materiali impiegati, ma anche dalla loro quantità e dal luogo di utilizzo, poiché i requisiti fisici e statici di una costruzione incidono sulla sua salubrità tanto quanto quelli ecologici.
I materiali a diretto contatto con l’ambiente domestico sono decisivi per il benessere di chi vi abita: devono essere abbastanza igroscopici per regolare il microclima interno; le loro superfici devono reagire alle sollecitazioni ambientali.
Ormai è passato un quarto di secolo da quando il prof. Anton Schneider dell’IBN di Neubeuern pubblicò la sua preziosa "lista dei 25 principi per la costruzione di un edificio sano". Molti di questi sono ancora attuali. Possiamo provare a fare un più breve elenco delle qualità costruttive di un edificio ecologico:

  • meglio pareti esterne in mattoni (laterizi) con capacità termoisolante (lamda < 0,12);
  • preferire pareti multistrato: per gli strati isolanti usare lo stesso materiale della struttura di base, ad esempio.: struttura portante in legno e isolamento in fibra di legno; pietra calcarea o laterizio e pannelli isolanti in schiuma minerale. L’omogeneità tra materiali aiuta a evitare i vizi costruttivi e agevola i futuri lavori di ristrutturazione;
  • in linea di principio tutte le parti esterne di un edificio, ad esclusione della cantina, dovrebbero permettere la dispersione dell’umidità dall’interno all’esterno e, viceversa, impedirne la penetrazione dall’esterno all’interno, al fine di prevenire danni alla costruzione e favorire un microclima interno gradevole. Evitare i materiali che impediscono lo scambio interno-esterno (ad es. materiali impermeabili al vapore, piastre in calcestruzzo, pitture esterne o sistemi termoisolanti con scarso potere diffusivo);
  • realizzare una struttura isolata contro le precipitazioni, il vento e il calore. È preferibile impiegare materiali certificati;
  • la costruzione dovrà essere a consumo energetico controllato, con fabbisogno energetico per il riscaldamento = 50 kWh/mq. La casa passiva (fabbisogno termico = 15 kWh/mq) assicura un risparmio economico solo nel lungo periodo; i sovraccosti iniziali rispetto a una casa convenzionale sono invece subito compensati dal comfort termico;
  • per proteggere dai raggi solari estivi i muri esterni e il tetto dovrebbero impedire la penetrazione del calore esterno per almeno 10 ore. Normalmente i materiali naturali sono più efficaci di quelli sintetici;
  • per le pareti interne portanti è preferibile materiale pesante, con buona capacità di accumulo (per garantire temperature costanti) e caratteristiche fonoassorbenti;
  • meglio usare elementi riciclabili: evitare l’impiego di collanti; garantire la facilità di smontaggio delle parti costruttive, utilizzando elementi modulari assemblabili o simili;
  • scegliere materiali controllati e certificati, prodotti con basso dispendio di energia; evitare per quanto possibile alluminio, acciaio e plastiche, preferendo i materiali naturali esenti da residui o impurità;
  • meglio una ventilazione meccanica mediante aperture o condotti di uscita dell’aria viziata;
  • per un’atmosfera sana e gradevole è importante realizzare gli interni con materiali naturali (legno, lino, lana, argilla, pietra naturale), che accrescono il senso di benessere anche sotto il profilo visivo e tattile;
  • per i manufatti in legno preferire prodotti con poca colla, ad es. legno pressato anziché pannelli truciolari, o - meglio ancora - con collanti naturali a base tanninica, o il truciolato trattato con colle minerali.
 
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