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Servizi di interesse generale (energia, trasporti, comunicazione...)

Percorso:  Introduzione

   La data di convalida legale: 15/02/2011

Liberalizzazione

Negli anni ’80 la maggioranza di questi servizi era fornita o direttamente dallo Stato o attraverso delle imprese controllate dallo Stato stesso.

L’accesso ai servizi di interesse generale da parte dei cittadini era garantito direttamente dai Governi influenzando direttamente i livelli di prezzo di erogazione dei singoli servizi. Questo significava, almeno nella maggior parte dei casi, il sussidio di alcune tipologie di servizi e delle imprese che lo fornivano. Tale politica ha aiutato l’accesso ai servizi essenziali alla totalita’ dei consumatori.

Oggi i settori dei servizi di pubblica utilita’ stanno conoscendo un cambiamento epocale: L’evoluzione tecnologica, la globalizzazione e la liberalizzazione dei mercati condotta dall’Unione Europea stanno cambiando radicalmente il volto di questi settori.

Imprese, generalmente monopoliste, in precedenza controllate dallo Stato sono oggi in tutto od in parte privatizzate, nuove imprese sono entrate nel mercato in conseguenza della liberalizzazione ed un sistema di regole specifiche per i singoli e’ stato introdotto insieme ad un ampio ventaglio di normative a tutela della concorrenza. Tale sistema di norme e’ fondamentale per lo sviluppo della concorrenza poiche’ la maggior parte dei settori era in condizioni, in tutto o in parte, di monopolio naturale. Ad esempio nel trasporto, nell’energia, e per alcuni versi nelle telecomunicazioni sono fornite (e distribuite) da una rete fisica di infrastrutture come binari, elettrodotti, cavi che storicamente facevano capo ad un unico soggetto. Le modalita’ di limitazione di questo monopolio nei diversi settori rappresenta la sfida per la promozione del benessere dei consumatori. La Commssione Europea ritiene infatti che “ora che le infrastrutture di rete (rotaie, cavi telefonici, oleodotti, ecc.) possono essere separati dal servizio ai clienti, la possibilita’ di avere mercati competitivi e’ piu’ vicina”.

Molti dei settori di interesse generale contengono elementi di monopolio naturale.

Se non esiste un’appropriata regolamentazione, o la stessa non e’ propriamente implementata, si possono verificare due fenomeni:

  • Basso incentivo per un monopolio, o quasi monopolio, controllato da soggetti privati di offrire la possibilita’ di avere un equo accesso alla propria infrastruttura da parte di terzi con concorrenti;
  • Alto incentivo alla creazione di meccanismo collusivi tra gli operatori di mercato Questa situazione puo’ determinare effetti negativi sulle modalita’ di accesso, sui livelli e sulla qualita’ del servizio,

Anche nei settori dove la concorrenza puo’ essere piu’ facilmente introdotta non e’ sempre detto che sia possibile per i singoli consumatori poter beneficare degli effetti che ne scaturiscono. Ad esempio, la riduzione di prezzo puo’ non raggiungere, in tutto o in parte, i consumatori. Nel caso delle telecomunicazioni, la forte riduzione che e’ avvenuta nei prezzi delle chiamate internazionali non sempre, e certamente non nella stessa misura, ha avuto effetti positivi sulla maggioranza dei clienti poiche’ le stesse riduzioni non sono avvenute sulle chiamate locali e sui canoni mensili.

Allo stesso modo, la presenza di una molteplicita’ di operatori sul lato dell’offerta non significa necessariamente un ampliamento del portafoglio di servizi offerti ai consumatori. Questo puo’ essere dovuto da una parte alla natura stessa dei servizi offerti (es. servizi idrici) e dall’altra a pratiche collusive che possono essere messe in pratica dagli operatori a danno dei consumatori.

La liberalizzazione dei servizi incentiva una stretta correlazione tra prezzi del servizio e costi di produzione del servizio stesso. Questo significa eliminazione, o perlomeno, drastica riduzione dei sussidi incrociati tra un servizio e l’altro. Il risultato finale puo’ essere una maggiore scelta e prezzi piu’ bassi per alcuni, anche la maggioranza, di gruppi di consumatori. D’altra parte puo’ significare prezzi piu’ alti e perfino esclusione dalla fornitura del servizio per altri gruppi di consumatori piu’ svantaggiati. Proprio per questo la Commissione Europea ha adottato il cosiddetto “pacchetto Altmark” nel 1995.

Il punto centrale e’ se il mercato da solo puo’ risolvere o meno i problemi di esclusione dal servizio.

Esiste infatti il timore che alcuni servizi essenziali possano non essere forniti a tutti i consumatori a dei prezzi per loro accessibili. In particolare, le persone con bassi livelli di reddito oppure coloro che vivono in aree dove la fornitura del servizio stesso e’ costosa, e’ probabile che che si trovino nella situazione di non potersi permettere l’accesso a servizi essenziali. Allo stesso modo, alcuni gruppi di consumatori che possono essere considerati come non profittevoli potrebbero non ricevere i benefici della riduzione dei prezzi senza la presenza di obbligazioni che costringano gli operatori a farlo.

Alcuni servizi essenziali non sono intrinsicamente profittevoli e, in assenza di interventi, semplicemente non sarebbero forniti al mercato.Il risulato e’ che la scelta finale puo’ essere limitata o non esistente. L’esempio classico e’ nei trasporti pubblici dove un operatore, in un mercato liberalizzato, potrebbe scegliere di non offrire il servizio sulle tratte a minor traffico concentrandosi su quelle piu’ redditizie.

Ecco perche’ e’ stato introdotto nell’Unione Europea il concetto di “Servizio Universale”

 
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